Consulenze Investigative

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INTERVISTA COGNITIVA

L’intervista cognitiva consente di interrogare il testimone di un crimine o di un evento traumatico.

Tale tipologia di intervista consente di fornire la raccolta di una testimonianza attendibile. L’accuratezza del ricordo non è influenzata in quanto le interferenze soggettive sono limitate e, con varie tecniche, viene ricreato nella mente dell’interrogato, il contesto dell’evento traumatico.

CRIMINAL PROFILING

L’ambito di applicazione compete sia l’analisi della scena del delitto che l’identificazione del profilo psicologico del criminale.

L’obiettivo è quello di fornire agli investigatori elementi utili all’identificazione ed alla cattura del soggetto deviante per mezzo della riduzione a pochi individui del cerchio dei sospettati. Ciò è reso possibile dall’individuazione delle caratteristiche personologiche e comportamentali di un individuo.

La costruzione di un profilo si basa sulla fondamentale premessa che una corretta interpretazione della scena del crimine può fornire elementi chiave per l’identificazione della personalità del soggetto autore del reato. Il risultato sarà il raggiungimento di un giudizio probabilistico.

 

AUTOPSIA PSICOLOGICA

L’autopsia psicologica è una perizia post-mortem il cui obiettivo è la raccolta dei dati riguardanti la vittima al fine di costruire un profilo psicologico della medesima.

Il suo utilizzo più frequente concerne i casi di morte violenta.

Attraverso la raccolta di elementi concernenti la storia clinica, l’ambiente di vita e le relazioni del soggetto, unitamente alla ricostruzione dello stato mentale precedente al decesso, si può giungere ad una valida ipotesi probabilistica in relazione a quanto è accaduto.

Gli elementi raccolti consentiranno di ricostruire la dinamica dell’evento , le genesi dei fatti e forniranno elementi importanti per l’identificazione del profilo psicologico del reo.

 

 

 

 

 

TECNICHE DI INTERROGATORIO

Grazie alle tecniche di analisi scientifica del linguaggio non verbale del volto ( F.A.C.S) e del corpo (B. C. S), durante un interrogatorio è possibile raccogliere informazioni utili circa la veridicità della testimonianza resa dal sospettato.
Tali tecniche trovano applicazione pratica nell’ambito delle tipologie di interrogatorio più note ed efficaci. Tra queste, quella adottata dall’ F.B.I, l’Intervista Cognitiva Strutturata, suddivisa in sei fasi e finalizzata ad aumentare lo sforzo cognitivo del soggetto, incoraggiandolo ad esporsi maggiormente sia con il linguaggio verbale che non verbale. Il metodo P.E.A.C.E proprio della polizia di Scotland Yard, il quale prevede l’effettuazione di una serie di attività predefinite, denominate appunto con l’acronimo P.E.A.C.E. Il KUBARK, Counter Interrogation, della C.I.A il quale pone in relazione classificandole, diverse metodologie di interrogatorio con determinate tipologie psicoemozionali e il metodo KOUBI di Shin Bet, servizio di sicurezza israeliano, anch’esso caratterizzato da linee guida predefinite. In Italia queste tecniche trovano applicazione di rilievo nell’ambito dell’assunzione delle sommarie informazioni, atto delle indagini preliminari finalizzato ad acquisire informazioni utili per le successive fasi dell’indagine investigativa.
Obiettivo: analizzare il comportamento non verbale del soggetto per valutarne l’attendibilità e quindi
rilevare un possibile comportamento di menzogna.